Circolo PD Malpensata, Campagnola, Boccaleone e Celadina

14 ottobre 2011

Eco 14-10-2011 Ex Gasometro area abbandonata ma prezzo esploso

Filed under: rassegnastampa — Etichette: , — filippo123 @ 05:51

La strana storia del terreno venduto nel 1992 da Palafrizzoni all’Inps per 6 miliardi di lire

Ora per ricomprarlo servono 4,5 milioni di euro
Dino Nikpalj
C’è chi dice che il mondo è diviso in due: mezzo da vendere e mezzo da comprare. La differenza la fa la metà nella quale ti trovi, e anche le contingenze della vita. Prendiamo il caso dell’ex Gasometro: nel 1992 Palafrizzoni l’ha venduto all’Inps, salvo poi cercare in ogni modo di riportarlo a casa. Da un decennio abbondante.
Con una differenza di non poco conto: nel 1992 era stato venduto a 6 miliardi di lire, ora la valutazione di Palafrizzoni è di 4,5 milioni di euro. Quasi il 50 per cento in più. Potenza dell’inflazione, dell’euro, di tutto quello che volete. Il bello è che in questi quasi 20 anni l’area è rimasta sempre uguale a se stessa: 12 mila metri quadri abbandonati tra rovi e sterpaglie in quel di via San Giovanni Bosco angolo via Gavazzeni, alla Malpensata.
Tutta colpa del mercato
È il mercato bellezza… Già, perché se in primissima battuta l’Inps aveva valutato il terreno 3,5 milioncini, successivamente c’è stata la precisa indicazione che la vendita doveva avvenire con valutazioni di mercato. Ergo, nei mesi scorsi è arrivata una valutazione (compiuta dall’Agenzia del territorio di Bergamo) di 6,6 milioni, che ha fatto saltare sulla sedia Palafrizzoni.
Tutta colpa di diverse valutazioni sull’area: nello specifico la perizia di parte non avrebbe tenuto conto di alcune variabili, urbanistiche e non. Per esempio i costi di bonifica. «La nostra valutazione è di 4,5 milioni di euro» spiega il vicesindaco Gianfranco Ceci; «Ora si va a trattare con l’Inps e credo che un accordo si possa trovare».
La bonifica a sorpresa
Premesso che con i chiari di luna attuali (per non parlare di quelli futuri) degli enti locali, già trovare 4,5 milioni sarà una mezza impresa, resterebbe il problema della bonifica. Stime passate indicavano una cifra di 800 mila euro, ma potrebbe non bastare. Anche perché Palafrizzoni versione centrodestra avrebbe un’idea più complessa sull’area.
Se prima l’idea era asfaltare l’area e destinarla ad un parcheggio da 250-300 posti a raso per i pendolari della stazione – che dista pochi metri –, strada facendo la soluzione si è affinata: la cessione ad un privato per realizzare un parking multipiano in project financing, per un totale di 1.500 posti auto.
Ma qui potrebbe cascare l’asino, perché i serbatoi interrati degli oli minerali esausti potrebbero riservare qualche sorpresina. Non è da escludere che ci possano essere state infiltrazioni nel terreno, che non sarebbero un problema nel caso di un parcheggio a raso, ma lo potrebbero diventare per una struttura interrata: i costi di bonifica lieviterebbero decisamente.
Cinque amministrazioni in ballo
Insomma, si vedrà quando (e se) Palafrizzoni metterà le mani sull’area. Anzi, rimetterà. Perché l’aveva appunto ceduta all’Inps sotto l’amministrazione Galizzi. Lì sarebbe dovuta sorgere la nuova sede unificata di Inps ed Inail, ma il progetto è sempre rimasto sulla carta.
Morale, dopo la vendita il Comune ha tentato a più riprese di ottenere l’area come parcheggio nell’attesa del via ai lavori della sede, ma la risposta è sempre stata negativa: nel 1994, 1996 e nel 1998. Nel 2001 viene concesso il comodato gratuito, e Palafrizzoni abbozza l’ipotesi di un parcheggio a pagamento: l’Inps dice no e l’operazione salta. E per mantenere i rapporti di buon vicinato, l’istituto di previdenza si vede recapitare una cartella di oltre 200 mila euro per Ici inevasa. Nel 2005 concessione di nuovo comodato d’uso dietro obbligo di gratuità della sosta, ma a quel punto prende corpo l’ipotesi del riacquisto dell’area. Sei anni dopo, la trattativa continua.
E da quel lontano 1992 ad oggi si sono susseguite la bellezza di 5 amministrazioni differenti, nei sindaci e nelle alchemiche composizioni: pentapartito da prima Repubblica, centrosinistra ante Ulivo senza Rifondazione, centrodestra senza Lega, centrosinistra pieno con tanto di Rifondazione, centrodestra più Lega. L’ex Gasometro è invece rimasto sempre lì: è il suo prezzo ad essere esploso.

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